Prime opere

Le figure del silenzio

Solitarie, mute. Ripiegate in atteggiamento innaturale, chine sotto chissà quale peso.

Sono “figure” vinte ma possono ancora salvarsi. Basta un raggio di luce bianca.

La vita è come una parete verticale che offre sporgenze (difficoltà) e rientranze (momenti di riposo).

La salita è faticosa , specialmente se si è da soli ad affrontarla. Non un oggetto familiare a cui ricorrere per avere conforto, non un affetto a cui aggrapparsi. Tutto ciò che l’uomo ha costruito gli è di troppo, se ne deve disfare se vuole ancora salvarsi.

Salvarsi, ma da chi? Da cosa? C’è un solo nemico da sconfiggere: l’abbandono di ogni lotta, la rinuncia, cioè, alla vita!

Le figure del silenzio sono in meditativa attesa di spiccare il volo verso una vita diversa, nuova e stimolante. Hanno trovato rifugio momentaneo in una nicchia o in una sfera in cui sono perfettamente inserite e in cui si sentono protette. Tutto intorno è silenzio, vuoto cosmico, ma le figure sono corpose, dilatate, nude e armoniosamente essenziali, quasi inserite a viva forza nello spazio che si sono conquistato.

Anno1976-1986
MaterialiPrevalentemente olio su tela. In alcune opere vernici, acrilico, sabbia e colla vinilica

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